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Centro storico

Storia e Architettura di San Giovanni Rotondo

Il centro storico di San Giovanni Rotondo, con una popolazione attuale di circa 4500 abitanti, conserva l’immagine urbana del suo antico borgo medievale, che risale all’Età normanna intorno all’anno Mille. Le testimonianze storiche includono i resti di una cinta muraria dell’Età angioina e un insieme di strade strette e pochi spazi aperti. Le abitazioni riflettono una tipologia costruttiva semplice, ma si distinguono per la presenza di numerose chiese che adornano il centro storico. Il nome del paese deriva dalla forma circolare del battistero altomedievale di San Giovanni, recentemente restaurato e riaperto al pubblico. Tuttavia, la storia di San Giovanni Rotondo precede il periodo medievale, come dimostrano ritrovamenti archeologici, tra cui tombe risalenti al sesto-quarto secolo a.C. Questi reperti indicano una presenza umana antica, raggruppata intorno al nucleo del vecchio centro urbano. La posizione strategica del paese su un rilievo ha favorito lo sviluppo di un asse viario e commerciale nel corso dei secoli, contribuendo alla sua importanza economica. I primi documenti storici risalgono all’XI secolo, quando Enrico conte di Monte Sant’Angelo concesse privilegi al monastero di San Giovanni in Lamis, confermando le precedenti concessioni e assegnando nuove terre. Nel corso dei secoli successivi, San Giovanni Rotondo è diventato un centro economico di rilievo, soprattutto nel Trecento, quando ha ottenuto l’autonomia dal controllo feudale del monastero. I cittadini, liberati dall’egemonia dell’abbazia vicina, hanno trasformato la città, estendendo il loro controllo sul territorio circostante, intensificando le attività economiche e costruendo una cinta muraria protetta da diverse torri. Tuttavia, questa autonomia è stata breve, poiché nel 1397 la regina Margherita ha dichiarato il territorio di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo come promiscuo. Successivamente, il controllo è passato a diverse autorità, tra cui i Castriota Scanderberg e i Cordova. Una fiera annuale, in onore di Sant’Onofrio, giocava un ruolo importante nell’economia regionale, attirando rappresentanti delle principali città commerciali della Puglia e del Gargano per stabilire i prezzi dei cereali. Nel 1607, il feudo fu acquistato dalla famiglia Cavaniglia. Attualmente, nel centro storico sono visibili solo tre torri sopravvissute della cinta muraria originale. Tentare di datare queste torri è complicato, ma suggeriscono caratteristiche architettoniche tipiche del Trecento, indicando una costruzione successiva alla dominazione sveva. Le torri, nonostante i rimaneggiamenti nel corso dei secoli, mostrano somiglianze con la tecnica costruttiva trecentesca, suggerendo un’epoca successiva alla dominazione sveva. La loro presenza rivela l’importanza strategica e difensiva di San Giovanni Rotondo nel corso della sua storia.

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